Dal 1° gennaio 2026 scatterà il contributo da due euro sulle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi extra Unione europea. Ma nessun aggravio è previsto per i pacchi in arrivo dall’Italia o da altri Stati membri dell’Ue.
La tassa è contenuta in un emendamento alla legge di bilancio, presentato da Fratelli d’Italia, che interviene sull’articolo 29 introducendo un nuovo comma. La disposizione istituisce «un contributo alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali» per le spedizioni considerate di modico valore. Un provvedimento che dovrebbe interessare oltre 300 milioni di spedizioni all’anno, per un incasso previsto – dunque – di circa 600 milioni di euro.
Nel dettaglio, il contributo si applica esclusivamente ai beni che rispettano due condizioni precise: devono provenire da Paesi non appartenenti all’Unione europea e avere un valore dichiarato non superiore a 150 euro. Il comma successivo chiarisce l’importo e le modalità di riscossione: «il contributo» sarà pari a due euro per ciascuna spedizione e verrà incassato dagli uffici delle dogane al momento dell’importazione definitiva delle merci.
Per i consumatori che comprano su piattaforme di e-commerce si tratta, dunque, di un piccolo costo aggiuntivo che scatterà solo in casi specifici. Chi ordina prodotti da siti extra Ue — una pratica diffusa soprattutto per la merce a basso costo proveniente dall’Asia, venduta anche attraverso portali come Temu o AliExpress, oltre ai marketplace globali — dovrà mettere in conto il balzello se il valore dell’acquisto resta sotto la soglia dei 150 euro.
Restano invece escluse dalla nuova misura le spedizioni interne al mercato europeo e quelle provenienti da Paesi terzi ma di valore superiore al limite indicato. L’intento dichiarato dal legislatore è duplice: da un lato alleggerire il carico amministrativo legato ai controlli doganali, dall’altro offrire una tutela alle imprese locali rispetto alla concorrenza dei prodotti extra Ue a prezzi molto contenuti.
