
A meno di un mese dall’accensione del braciere dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, corso Buenos Aires continua a fare i conti con cantieri che ne comprimono l’operatività e l’accesso. L’arteria commerciale, tra le più frequentate della città, è interessata da interventi avviati alla fine di settembre 2024 per l’ampliamento dei marciapiedi e la messa in sicurezza della pista ciclabile: lavori che non risultano conclusi e che, salvo cambi di programma, proseguiranno anche durante il periodo olimpico.
La situazione alimenta il malcontento degli operatori della zona, che da mesi attendono la fine delle opere per presentarsi al meglio all’appuntamento internazionale. In diversi tratti, le recinzioni restano visibili, con ripercussioni sulla circolazione dei pedoni e sull’attrattività delle attività commerciali.
«Milano si sta preparando con grande impegno ai prossimi Giochi invernali – osserva Gabriel Meghnagi, vicepresidente di Confcommercio Milano e presidente di Ascobaires – ma non tutti i negozi di corso Buenos Aires riusciranno a intercettare le opportunità economiche legate all’evento. Per molte attività il rischio è di rimanere penalizzate proprio in una fase che avrebbe potuto segnare un rilancio».
Secondo Meghnagi, l’obiettivo iniziale era un altro: «L’auspicio era che i lavori potessero essere completati prima dell’avvio dei Giochi o, almeno, che si valutasse una sospensione temporanea dei cantieri per garantire piena accessibilità e visibilità all’asse commerciale. Invece, in questi giorni si apre un nuovo cantiere nel tratto tra via Plinio e via Redi, mentre altri interventi lungo il corso attendono ancora di essere chiusi».
Da qui l’appello finale: «Parliamo di un appuntamento irripetibile. Corso Buenos Aires è una vetrina naturale per la città e dovrebbe essere valorizzata, non sacrificata, nel momento di massima attenzione internazionale. Chiediamo che le opere procedano con rapidità, che gli interventi più invasivi si concludano entro il 6 febbraio e che, durante le settimane dei Giochi, i disagi e le interferenze vengano ridotti al minimo».