Milano si conferma il principale polo di attrazione per i flussi migratori internazionali e il motore della trasformazione demografica del Paese. I numeri contenuti nell’Annuario statistico 2025 della Città metropolitana fotografano una realtà ormai strutturale: al 1° gennaio 2024 i cittadini stranieri residenti nel Comune di Milano sono 269.397, pari al 19,6 per cento della popolazione, una quota nettamente superiore sia alla media metropolitana (15 per cento) sia a quella regionale (12 per cento), e più che doppia rispetto al dato nazionale, fermo all’8,9 per cento .
La concentrazione degli stranieri cresce con l’aumentare del grado di urbanizzazione. È soprattutto nel capoluogo che si indirizzano i flussi provenienti dall’estero, contribuendo a una rapida trasformazione sociale e demografica, favorita anche dalla più bassa età media della popolazione immigrata e da un saldo naturale positivo, in controtendenza rispetto a quello degli italiani .
La provenienza geografica racconta un mosaico sempre più articolato. Gli stranieri residenti arrivano in prevalenza dall’Asia (31,9 per cento), seguiti dall’Europa (28,1 per cento) e dall’Africa (23,2 per cento), mentre le Americhe rappresentano il 16,7 per cento del totale . Tra le singole nazionalità spicca la comunità egiziana, la più numerosa con oltre 69 mila residenti, davanti a quella rumena (circa 49.500), filippina (44.700) e cinese (quasi 44 mila) .
Il peso delle comunità straniere non è uniforme sul territorio cittadino. Nelle aree a più alta densità abitativa, soprattutto nella prima cerchia intorno al centro storico, la presenza è particolarmente rilevante e contribuisce a spiegare i valori elevati di densità, che in alcuni quartieri superano i 13 mila abitanti per chilometro quadrato .
Nel confronto con le altre grandi città italiane, Milano resta un caso a sé. È il capoluogo con la più alta incidenza di residenti stranieri, davanti a Venezia, Torino e Firenze, mentre nelle città del Mezzogiorno la quota resta nettamente più bassa. Un divario che riflette il diverso ruolo economico e occupazionale dei territori e che conferma Milano come principale porta d’ingresso dell’immigrazione stabile in Italia.
Il dato strutturale che emerge dal rapporto è chiaro: senza l’apporto della popolazione straniera, la dinamica demografica milanese sarebbe già oggi in forte sofferenza. La città cresce, si rinnova e ringiovanisce anche grazie a una componente che non è più emergenza, ma parte integrante del suo profilo sociale ed economico.
